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sabato 13 giugno 2026

Monopattini e codice della strada: non ci vuole tanto a conoscere le regole

Che mondo pieno, strapieno anzi, di ignorantoni:

a parte qualche sporadico caso di gente che usa il casco mentre guida il monopattini e che non va sui marciapiedi, ogni giorno vediamo ragazzini che vanno in 2 - VIETATO -, non usano il casco - VIETATO -, vanno sui marciapiedi - VIETATO -, e ci vanno ad una velocità ben superiore ai 6 all'ora - VIETATO! -

Ecco cosa dice il codice della Strada aggiornato:

Molte norme sono in vigore da tempo:

  • almeno 14 anni di età per il conducente;
  • divieto di trasporto di passeggeri, animali o oggetti;
  • casco obbligatorio (conforme alle norme tecniche UNI EN 1078 o UNI EN 1080);
  • velocità massima consentita di 20 km/h orari in strada e 6 km/h nelle aree pedonali (dove non è espressamente vietata la circolazione);
  • obbligo di indicatori luminosi di svolta e di frenata, così come di luci anteriori e posteriori per l’uso nelle ore buie e in condizioni di scarsa visibilità,  nonché di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità nelle ore notturne (da mezz’ora dopo il tramonto e durante tutto il periodo dell’oscurità);
  • divieto di traino;
  • divieto di circolazione sulle strade extraurbane e sulle vie urbane che prevedono un limite di velocità superiore a 50 km/h e sui marciapiedi, dove è consentita soltanto la conduzione a mano.

 

LA NOVITA’ DELLA TARGA

Dal 16 maggio 2026 è obbligatoria anche la targa ad identificare il mezzo.

Per ottenerla, i cittadini possono rivolgersi alle delegazioni ACI, alle agenzie di pratiche automobilistiche, o accedere direttamente online al Portale dell’Automobilista (link: https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/monopattini-contrassegno-identificativo)utilizzando le proprie credenziali SPID o la Carta d’identità elettronica.

Attraverso questa piattaforma digitale è possibile presentare l’istanza di rilascio e gestire eventuali comunicazioni di furto o smarrimento.

La targa ha un costo fisso di 8,66€, pagabile tramite il sistema PagoPA, che comprende le spese di produzione e una quota destinata a fondi per la sicurezza stradale.

Una volta ottenuto, il contrassegno deve essere installato in modo visibile sul parafango posteriore o sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.

La targa è identificativa del proprietario, non del veicolo: in caso di sostituzione del mezzo, si può ricollocare sul nuovo monopattino.

Chi circola con un monopattino elettrico senza targa è multato con una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.

Dal 16 luglio 2026 sarà obbligatoria la copertura assicurativa. 

 

giovedì 11 giugno 2026

Il mio giro dell'11 giugno 2026 tra Cavoretto e Moncalieri

E rieccomi qui a parlare dei MURI.

Chi non è appassionati dei muri come quelli delle Fiandre è pregato di uscire, di andarsene, anzi di scappare via, perché se lo becco non so che può succedere ahahah 

Ovviamente scherzo, era giusto per iniziare con un po' di pseudo simpatica un post che in realtà è totalmente antipatico, proprio perché sto per parlarvi di muri che fanno piangere la maggioranza delle persone.

Oggi sono salito 3 volte a Cavoretto salendo da 3 strade diverse, alla fine non volendo fare la 4^ che avevo in programma (i Cunioli Alti) sono andato a fare la ben più facile e dritta salita che porta al castello di Moncalieri.

Come sempre c'è differenza di dislivello tra i dati Garmin e Strava, ma in generale salire 3 volte a Cavoretto + 1 Moncalieri ci fa toccare 500 metri positivi circa, non male!!! Praticamente è come salire alla Madda.

In realtà avrei potuto fare meglio, se solo dopo la 1^ salita non avessi tagliato per la parte inferiore del parco Europa anziché proseguire dritto, così come dopo la 2^ salita avrei potuto salire sulla cima di questo parco, ma volevo risparmiarmi per la 3^ e 4^ salita.

Ecco le mie salite odierne:

1^ salita: strada a Villa Zanetti, quella stradina stretta che porta appunto al parco Europa. Secondo Komoot non offre pendenze superiori al 10%, ma già solo il tratto iniziale a me è parso micidiale, altro che 8 o 10%. Il bello di questa strada è che appunto è stretta, parte cattiva, non c'è nessuno e all'incirca a 2/3 del percorso la strada si fa dissestata e quindi ho fatto bene a usare la mia nuova MTB Orbea Alma, aaah come funziona bene, come scorre alla grande, mi trovo meravigliosamente bene, e pensare che quando mi era arrivata mi ero spaventato per la grandezza delle ruote e la larghezza del manubrio.

VILLA ZANETTI APPROVATA! Peccato sia corta.

2^ salita: strada del Fioccardo, secondo me la conosciamo giù tutti, ha un tratto duro a circa metà percorrenza, è esposta al sole e soprattutto è molto trafficata e passa tra tante casette. Pensate che oggi avevo 3 auto dietro e altrettante che scendevano: ci siamo dovuti fermare su uno slargo sulla destra altrimenti ci si incastrava... mai più!

FIOCCARDO BOCCIATO

3^ salita: strada Santa Lucia, ovvero la salita delle Madonne, non tanto quelle che vediamo, ma quelle che ci escono dalla bocca ahahah

Parte tosta come Zanetti, ha diversi tratti in ombra, specie al mattino, e non molla mai, questa inoltre arriva al 20%. In realtà molla, ma quando ormai si è a Cavoretto, dove c'è una piazzetta con una chiesetta, poco prima della discesina.

APPROVATA!

4^ salita: Cunioli alti, non l'ho fatta oggi, e non la faccio da anni, ma anche questa è veramente ripida e all'epoca non c'era nessuno.

4^ salita veramente odierna: Viale Castello, tutta dritta, all'ombra, asfalto direi perfetto tranne alla fine col pavé e mi pare qualche bucherella o gobbetta, ma niente di che. Qui si può tirare parecchio, io dopo 3 muri e con la MTB ho fatto una media decente di 18,6 km/h.

Direi che sono tornato in ottima forma dopo aver fatto di recente le salite in zona San Vito tra cui la famigerata strada alle vigne, ecc., e strada Fenestrelle and friends in zona Sassi-Mongreno.

PROSSIMI OBIETTIVI:

1) rifare Fenestrelle per la 2^ volta

2) fare per la 1^ volta strada della Vetta sopra Pecetto e magari provare anche un sentiero che c'è da quelle parti tra Eremo e Bric San Viter

3) arrivare a Chieri col suo bel centro col pavé, prendendo qualche sterrata in zona Testona/Revigliasco per fare un giro gravel. 

4) l'obiettivo degli obiettivi sarà invece fare la doppietta Madda + Superga, ma partendo sempre dal corso in pianura, senza passare dalla panoramica di Pino, ma nella salita della Madda passerei da alcuni sentieri, se no che la uso a fare la MTB? Vabbé che mi trovo bene in salita su asfalto, ma a tutto c'è un limite.

OBIETTIVI OFF-ROAD, SEMPRE TORINESI:

1) godermi qualche bella discesa dalla Madda

2) girare nelle colline di Rivoli e Rivalta

 

venerdì 5 giugno 2026

Salite stile MURI nella Collina di Torino

Io è da quando sono piccolo che dico che la collina di Torino è fantastica.

A 2 passi, anzi a 2 colpi di pedale dalla città ci sono centinaia di salite e un buon numero di sentieri anche soltanto rimanendo sul lato che dà verso Ovest, non parliamo quindi di tutti i giri possibile dal lato opposto, verso il Chierese e il Monferrato, ecc.

In questi giorni ho fatto 2 mini percorsi che mi hanno fatto troppo godere, perché era da tanto che non andavo più nei sentieri e non facevo più i cosiddetti MURI stile Fiandre :)

Giro #1:

Parco Leopardi (corso Moncalieri, vicino al Ponte Isabella) col sentiero 16, col pezzo finale del sentiero da fare per forza a piedi;

Parco di San Vito tagliando nella zona in alto per raggiungere viale Seneca, per poi girare a sx e subito dopo a dx prendendo strada delle Vigne di San Vito che poi, appena si impenna maggiormente diventando un vero muro ciclisticamente parlando, si chiama strada Antica di Revigliasco (strano, su Komoot quel pezzo non pare essere un muro, mentre segna 14% nel tratto precedente, ma questo è niente visto quello che arriva dopo);

superando il parcheggio di cascina Bert, sono arrivato al quadrivio Raby per prendere il sentiero 16 in discesa, tutto bello all'ombra. 

Giro #2: 

altro che 14% cari amici, qui raggiungiamo livelli da alpinismo ahahah!

Mi riferisco alla salita di strada Fenestrelle, che la si prende da piazzale Marco Aurelio, tra corso Casale e corso Chieri (la strada vecchia che sale a Pino T.se).

Il primo pezzo di questa stradina, per fortuna poco o nulla trafficata, io ho incontrato solo 2 furgoni, ha una media del 16% con una punta massima del... 22%!

Ha alcuni sali e scendi fino a quando incrocia strada vicinale del Cresto: a dx si va verso corso Chieri, a sx invece verso Mongreno: io ho girato a sx, in discesa, per poi salire intorno al 10 o 11% per andare appunto in strada Mongreno passando per una bellissima zona di pura campagna!

Non preoccupatevi che anche qui c'è un po' di sterrato, poco ma meglio di niente:

scendendo da strada Mongrego, poco prima di vedere sulla dx il complesso Ville Il Gentile e Foresterie, c'è in mezzo ad un muro alto, grigio, un cancelletto che porta al parco di Villa Ottolenghi. Prima si sale e poi si scende e fa abbastanza godere!

Si sbuca in strada del Cartman in un punto vicino a dove termina un sentiero godurioso che scende dalla panoramica.

Ma tornando ai muri, ecco che in zona Cavoretto ce ne sono tanti:

via alla Villa Zanetti

strada Santa Lucia

strada ai Cunioli Alti

strada del Fioccardo

via Guido Volante + strada della Viassa.

Con queste brevi salite si possono portare a casa 580 metri di dislivello positivo! 

domenica 31 maggio 2026

Il Giro d'Italia può fare a meno di Milano e Roma grazie

Il Giro d'Italia 2026 è terminato e, come sempre, i giornalisti e gli organizzatori, i presidenti della Federazione Ciclistica, della lega di questo o quel settore/campionato non so bene cosa, perché io non ho mai partecipato ad alcuna gara quindi perdonatemi l'ignoranza a proposito di chi governa il ciclismo, non hanno fatto altro che lodare l'Italietta.

Ah quanto è bella, ah quanto siamo bravi a far passare il Giro di qui e di lì, abbiamo mostrato le tante bellezze, avete fatto bene a far una tappa a Milano e quella conclusiva a Roma, dovrebbero alternarsi, un anno finale a Roma perché è la capitale, l'anno dopo a Milano per via della Gazzetta e così via, grazie a Milano e Roma il Giro bla bla bla

Insomma, una sfilza di banalità a non finire, per non parlare del tifo per i corridori italiani, come se il Giro d'Italia fosse una sorta di Mondiale, quando invece è una sfida tra squadre e corridori che possono essere di qualsiasi nazionalità e in numero casuale, quindi il prossimo anno potrebbero benissimo non esserci né corridori italiani né squadre italiane (quest'anno mi pare fossero soltanto 2, grazie soltanto alle wild cards dell'organizzatore!).

La tappa di Milano è stata ritenuta da alcuni corridori come pericolosa.

Quella di Roma, essendo l'ultima, e in piano, è come sempre totalmente inutile.

Quindi perché focalizzarsi su queste 2 città, senza menzionare Napoli in cui è passato il Giro quest'anno?

Perché non ricordare le bellissime tappe in Torino e provincia? Nel 2024 fu ottimo il percorso in zona San Vito e lungo il Po, mentre l'anno prima (o 2?) ci fu la salita alla Sacra di San Michele.

Ma a parte le grandi città, il bello del Giro sono tutti i paesini in festa attraversati e ovviamente le folli oceaniche nelle salitazze di montagna. 

sabato 30 maggio 2026

Vinge ha battuto il record di Pantani o no?

Se siamo sicuri che Pogacar 2 anni fa al Giro d'Italia 2024 non superò il record di Pantani nella salita di Oropa, ecco che oggi non ho ancora capito se Vingegaard ha battuto o meno quello del Pirata nella salita del Piancavallo.

In un articolo della Gazza c'è scritto che "va vicinissimo al record di scalata sui 14,5 km dell’ascesa friulana che apparteneva a Pantani (36’20”)", mentre su X La Flamme Rouge dice che ha impiegato 8 secondi in meno:

"36'12/13'' for Vingegaard at 700 to go vs 36'20''" 

mercoledì 27 maggio 2026

Piccoli dettagli che fanno la differenza in negativo

Quando vediamo e ascoltiamo gli sportivi professionisti, capiamo subito come loro siano molto attenti ai dettagli che per la massa risultano essere a volte assurdi.

Si tratta di attenzioni relativi a più ambiti della vita sportiva e non.

Infatti si parla non solo dei propri allenamenti e della propria attrezzatura che sistemata, curata, pulita con cura, ma anche di abbigliamento, sonno, alimentazione, focus mentale.

A volte basta poco per sentire dei fastidi che poi possono diventare dolorosi, io ad esempio negli ultimi mesi sto effettuando dei piccoli accorgimenti con le selle, in particolare con quella della nuova MTB.

Nell'abbigliamento bisogna considerare l'aerodinamicità, la traspirazione, la comodità, la morbidezza.

Ad un certo punto, nel nuoto, mi sono deciso a cambiare costume perché stava cedendo, si stava allargando dopo appena 1 anno. Non mi era mai capitato e per alcune settimane ho evitato di acquistarne uno nuovo di qualità migliore. Ma poi ho capito che era necessario cambiarlo altrimenti avrei nuotato peggio facendo più fatica.

Oppure nella corsa uno può pensare che basti indossare le prime scarpe da 'ginnastica' che trova e via. No, bisogna comprarle in base al proprio peso, alla propria velocità, valutando se il proprio piede magro, normale, grosso, possa andare bene, ecc.

Se non ci si cura di piccole cose, il rischio è quello o di stufarsi o di infortunarsi oppure di continuare senza troppi fastidi, ma senza migliorare. 

Nell'alimentazione ho dovuto negli ultimi anni stare molto attento a ciò che ingerisco per i miei problemi intestinali che specie al mattino mi colpivano e colpiscono spesso (ora va un po' meglio).

E che dire del sonno? Bisogna stare attenti alla sua qualità, ovvero a che ora ci si corica, cosa si fa prima, quante ore si dorme e come. Io ad esempio cerco di dormire circa 7 ore perché se dormo meno mi alzo un po' scombussolato, se dormo 8 ore o più mi alzo completamente rimbambito e rimango così a volte anche per tutta la mattina, quindi non è proprio il caso di godersi a lungo il cuscino.

Come menzionato prima, bisogna anche focalizzarsi ovvero stabilire degli obiettivi e reputare fondamentale allenarsi e fare attenzione a tutte le varie cose scritte prime o a chissà quante altre.

domenica 24 maggio 2026

Dritti verso il sole in bici

Che bello:

dopo aver incontrato di recente persone stronze, come quella stronza con la cagnona slegata che si è avventata sul mio cane (senza conseguenze!) e persone finte, che ti sorridono solo per chiederti dei soldi, ho finalmente incontrato 2 persone stupende!

Si tratta di 2 ragazzini fermi ad una fontana che appena mi hanno visto passare in bici mi hanno salutato contenti, coi quali mi sono poi fermato a parlare un po' in un'altra fontanella.

Avranno avuto penso 13 anni ed incredibile a dirsi preferiscono girare in bici che col monopattino.

Usare il proprio fiato, le proprie gambe, e farlo su ruote abbastanza grandi, è molto meglio e più bello rispetto ad altri mezzi.

Con la bici chiunque può uscire di casa ed esplorare il proprio territorio come non potrebbe fare usando solo i piedi o i mezzi pubblici, per non parlare di auto e moto, che cmq i ragazzini non hanno.

Quando vuoi vai 'veloce', poi subito dopo se vuoi vai piano e nessuno ti dice niente. Giri di qui, ma perché non girare subito dopo di là? Vuoi farti un giretto, poi magari fai un girone infernale in collina nel pieno dell'estate senza una fontanella nel giro di 30 km ahah

Senti il vento in faccia senza un casco integrale che elimina questa esperienza, senti gli odori della natura, quando vuoi ti fermi, quando vuoi sfidi l'amico o gli amici oppure ci si ferma sotto un albero.

Io alcuni amici del mio quartiere li conobbi proprio tramite la bici: avevo 13 anni e gironzolavo tra un giardinetto e le varie vie quando ad un certo punto si unì un altro ragazzino che voleva essere mio amico (lo vedo tutt'ora) e il giorno dopo eccone un altro con cui siamo diventati subito grandi amici.

E la bici come dicevo serve anche per non stare sempre nel solito quartierino, per evadere dai luoghi chiusi in cui ci ficcano gli adulti, per andarsene dalle compagnie tossiche di certi amici/compagni di scuola/calcio che stanno sulle panchine a rompersi le palle o a fumare.

La bici unisce, ma il bello è che allo stesso tempo se ne frega degli altri: la si inforca e viiiiiiiiiiaaaaaaaaa! Và dove ti porta il sole!

sabato 23 maggio 2026

Pedalare da vecchi +30

Molte persone sono convinte che dopo una certà età, tipo dopo i 30 anni, le proprie prestazioni fisiche siano destinate a calare sempre di più.

E cosa succede?

La diretta conseguenza è smettere totalmente o quasi a praticare sport.

L'ulteriore conseguenze è che sia il fisico che la mente si abituano alla nuova realtà sedentaria e ci si autoconvince che sia proprio vero, che dai 30 in avanti per la maggioranza delle persone non abbia senso fare sport perché si è vecchi.

Di sicuro per molti è sempre più difficile essere veloci, fare sprint, salti, ecc., come qualche anno prima, non lo metto in dubbio, ma per evitare di fermarsi o di far scemare le proprie prestazioni, bisogna per forza togliersi dalla testa l'idea che dai 30 (o qualsiasi altra età a vostra scelta) in avanti si sia vecchi, che non abbia più senso fare sport.

Con la pratica costante i risultati possono tornare ad essere quelli di una volta, o anche migliori, perché da persone mature si è più razionali, si è più metodici e attenti al proprio piano di allenamento, all'alimentazione, al sonno, ecc. 

Bisogna far sì che la mente non pensi che il meglio sia già alle spalle.

Quindi è necessario godersi il presente con grande attenzione, metodo e anche col sorriso ovviamente, proiettandosi nel futuro, come se fossimo dei professionisti che hanno ambiziosi obiettivi da raggiungere da qui a 1 anno, a 5 anni o quello che volete voi.

In questo modo vediamo di volta in volta dei nuovi muri da superare, con la grande voglia di superarli, e ciò ci dà la spinta di andare avanti.

Ma non si tratta solo della voglia di raggiungere degli obiettivi che per alcuni di noi non esistono o non sono mai esistiti (io, infatti, ho partecipato soltanto a 2 gare di MTB più ad 1 cicloturistica su strada e basta), a parte il voler raggiungere quel posto in un certo tempo o cose simili, ma si tratta del divertimento, di voler andare in giro godendosi il sole, la compagnia, volendo magari incontrare persone nuove, respirare i profumi della primavera e così via.

C'è bisogno di entusiasmo per essere la versione aggiornata e vivace dei vecchi sé stessi e continuare a fare sport. 

mercoledì 20 maggio 2026

Torino DUE PUNTI è il nuovo BRAND del Comune LOL

In giro ho visto alcuni cartelloni con la scritto Torino: la città che bla bla bla (una frase mi pare che dica: "La prima capitale d'Italia che guarda al futuro") 

E ora andando nel sito del Comune ho scoperto che il nome Torino seguito dai DUE PUNTI è il nuovo... CITY BRAND!

Mesi fa lessi che Torino voleva un nuovo brand per diventare riconoscibile come New York o Parigi.

Seeee, auguri.

Ma poi, perché mai? Mica dobbiamo diventare una città gigantesca o diventare una Disneyland a cielo aperto. 

Come avrebbe detto il mitico e saggio Oliviero Toscani: solite pseudo ideuzze di agenzie che non osano perché non hanno coraggio, perché vogliono andare sul sicuro senza voler dire mai niente di interessante.

sabato 16 maggio 2026

Da Torino a Settimo tutto su pista ciclabile e sterrato

Qualche anno fa ero arrivato in bici al parco Mezzaluna di San Mauro T.se, vicino a Settimo T.se, ma senza proseguire il percorso che porta fino a questo secondo comune dell'hinterland torinese

Oggi finalmente l'ho fatto entrando in 2 dei 3 bei parchi della zona sud di questo paese, ovvero i parchi dedicati a De Gasperi e a Berlinguer, più quello a Pertini in cui però non sono entrato (mi pareva più che altro destinato ai giochi per bambini).

Da casa mia, in zona Lingotto, sono andato lungo il Po da Italia 61 passando dal nuovo tratto di pista ciclabile di corso Maroncelli, davvero bello, tutto colorato, bello larga, bravo Comune di Torino, vedi che quando ti impegni ce la fai?

Ho cambiato sponda del Po al Ponte Umberto I, dopo il Valentino, per poi passare dal simpatico sentiero che costeggia davvero il fiume, dietro il parco Michelotti.